mercoledì, 28 febbraio 2007

diversa distribuzione..

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mercoledì, 28 febbraio 2007
insulti..
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mercoledì, 28 febbraio 2007
 

“SCREAM SOFTLY” -  il  FESTIVAL DEI GRUPPI ELBANI organizzato al Tinello dall’associazione “il Faro” di Marina di Campo

 

I  Walk Away  sono il gruppo vincitore del festival per band emergenti del panorama musicale elbano. Dario Caroppo, 22 anni di Marina di Campo, Luca Anselmi, 18 anni di Marciana Marina,     Fabrizio Testa, 23 anni di San Piero,   Diego Caroppo 21 anni di Marina di Campo ed il  portoferraiese Jonathan Frassini alle tastiere.hanno convinto pubblico e giuria in una sala affollatissima. Grande tecnica e professionalità applicata ai  brani anni 70 dei mostri sacri del rock (Queen, Deep Purple e Beatles) hanno fatto l’arma vincente del gruppo nel quale spicca la sicurezza e la personalità del chitarrista Luca Anselmi.

Secondi, ma grande sorpresa della rassegna, sono stati gli “Skapestrati” (Francesco Porro, chitarra acustica e voce,   Francesco Mione, seconda voce,  21 anni, campese , Alessandro Balestrini chitarra e armonica,18 anni, di Procchio,  Alessio Viscuso, chitarra, 20 anni, campese,  Tiziano Usai, bassista di 21 anni, e dal batterista Filippo Giusti, 18 anni di San Piero).

Gli Skapestrati (nella foto),  pur non essendo tecnicamente impeccabili, hanno presentato un repertorio di brani quasi interamente originali (unico spazio per le cover della Banda Bardò) scritti dal loro leader, il giovanissimo Francesco Porro. Un segno di creatività ed autonomia artistica veramente importante per una band emergente che non si diletta solo a proporre “rifacimenti” già scritti.

Terzi classificati i “SezFonGraund” di Porto Azzurro/Rio Marina. Hanno inoltre partecipato i “PIL” (Portoferraio-Capoliveri), gli “Aphrodite” (Marciana), gli “Assbreakers” (Marciana) e i “Flames of revenge (Marina di Campo).

 

AB

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mercoledì, 28 febbraio 2007

educazione..

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mercoledì, 28 febbraio 2007

DICO.

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mercoledì, 28 febbraio 2007

 

Breve dizionario delle relazioni post-moderne

Scritto da: Aliosha
Quando: alle 21:59 del 30 Novembre 2006

Di recente mi sono trovato ad affrontare più volte la questione del dare un nome a relazioni che non rientrano nella normale idea di “lui sta con lei, lei sta con lui, e basta”.
In alcuni casi, la questione si risolve con un vago accenno; in altri casi, segue una esposizione prolungata su poliamorismo e sessualità non normativa. Comunque sia, i nomi mancano; ed i nomi servono.
Segue una breve lista di definizioni che ho sentito usare o che ho usato:
(uso il femminile, perché mi scoccia sempre dover aggiungere o/a alla fine delle parole)
è la mia ragazza: sto con lei, la vedo ragionevolmente spesso, lei SA di stare con me, facciamo sesso se a entrambi va, nominalmente siamo fedeli.
è la mia donna: come sopra, ma più adulto; in alcuni casi, con un filo di humor. In altri casi, con macigni di sessismo.
è la mia compagna: come sopra, ma con aromi naturali al gusto politica anni ‘70.
she is my significant-other: come sopra, ma MOOLTO politically correct, e secondo me intraducibile in italiano.
è la mia altra metà: come sopra, ma tra il new age e il saccarinico.
è la mia anima gemella: come sopra, ma la conosco da meno di un mese e il sesso va da dio.
è la mia non-ragazza: la vedo ragionevolmente spesso, facciamo sesso se a entrambi va, non voglio sapere cosa fa quando non sono con lei, non voglio farle sapere cosa faccio quando non sono con lei, non abbiamo formalizzato nulla.
è la mia scopamica: abbiamo formalizzato il fatto che NON stiamo assieme, ma quando capita facciamo sesso; auspicabilmente, la parte “amicizia” sopravvive più a lungo della parte “scopata”. Di norma, quando uno dei due vuole smettere con il sesso, l’altro dichiara “ma io ti amo!”. Suppongo che lei abbia altri scopamici; presuppongo che lei sappia che io ho, o posso avere, altre scopamiche.
è solo una amica: vorrei che fosse la mia ragazza/donna/compagna/X, ma lei non vuole/ non lo sa/ io non glie lo ho chiesto; alternativamente, è la mia ragazza/donna/compagna/X, ma vorrei venire a letto con te ora.
non è la mia ragazza (detto ad una persona che interessa): è davvero solo una amica; davvero; promesso; parola di boy scout. Ora possiamo limonare?
non è la mia ragazza (detto ad una persona che non interessa): è davvero solo una amica; davvero; promesso; parola di boy scout. La puoi limonare senza che io scateni una tragedia.
ci facciamo una storia: non ho mai capito cosa voglia dire. Credo che si vada a letto assieme ma senza impegno; sostanzialmente una scopamicizia, ma prima dei 20 anni.
esco con lei: qualunque cosa, da “le offro le cene pur di farmi vedere in giro con una donna” a “passiamo le notti a studiare il kamasutra, siamo a pagina 78”.

Altre espressioni utili:
non sono geloso, sto solo male se vai con un altro: sono gelosissimo ma credo che non sia politically correct ammetterlo, o credo che mi lascerai se lo dichiaro.
swinger: coppia che esce per rimorchiare. Di norma lui ci rimane male perché a lei riesce e a lui no. Nota a margine: le donne sono MOLTO più brave a rimorchiare donne, di quanto lo siano gli uomini.
poliamorismo: l’idea che si possa amare più di una persona, che se ci si innamora di qualcuno non si debba lasciare il compagno prevedente. Profondamente assurdo ed innaturale, come dire che a una stessa persona possa piacere sia il sushi che la pasta al ragù.

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categoria:relazioni
mercoledì, 28 febbraio 2007

M.Moore scrive a G. Bush

Vai e prendili tutti George!

Lettera aperta di Michael Moore a George W. Bush
(fonte www.ilmanifesto.it)

Vai e prendili tutti George!

Caro Presidente,
intanto grazie per il tuo discorso alla Nazione, è bello sapere che ci parli ancora dopo quello che ti abbiamo combinato a novembre. Ascoltami, posso essere franco? Mandare ancora 20.000 uomini non mi pare sufficiente a sistemare le cose. Vorrebbe dire soltanto riportare il numero di soldati ai livelli dell'anno scorso. E noi già perdevamo l'anno scorso! Abbiamo già spedito in Iraq più di un milione di uomini dal 2003. Poche migliaia in più non sono lontanamente sufficienti a trovare le armi di distruzione di massa che cerchiamo! Cioè, voglio dire... a trovare i colpevoli dell'11 settembre e portarli alla giustizia! No scusami, dimentica anche questa... vediamo.. ah ecco: a portare la democrazia in medio oriente! Ottimo, proviamo questo..
Presidente, devi mostrare molto più coraggio, vecchio mio. Questa la devi vincere. Caspita, hai beccato Saddam, no? L'hai appeso all'albero più alto! Non male il video, pareva di essere tornati nel buon vecchio west col boia più delinquente del ladro di cavalli, con linciaggi e tutto il resto. Guarda, lo devo ammettere, sono imbarazzato per il guaio in cui ti sei infilato. Come ha detto una volta Ricky Bobby se non sei primo, sei l'ultimo. E, sinceramente, il fatto che tu venga umiliato di fronte a tutto il mondo in questo modo, non porta niente di buono a noialtri americani.
Capo, dammi retta. Tu ci devi mandare milioni di soldati in Iraq, non migliaia. L'unico modo per sfangarla stavolta è inondare l'Iraq con milioni di noialtri! Ok, ho capito che sei a corto di soldati, allora guardati un po' in torno. Devi farti entrare in zucca che l'unico modo per far fuori un paese di 27 milioni di abitanti, l'Iraq, è mandarci almeno 28 milioni di americani. Ecco, così funzionerebbe...
Facile: i primi 27 milioni accoppano un iracheno ciascuno, così la ribellione si sistema in quattro e quattrotto, L'altro milione si ferma lì e ricostruisce il paese, facile,
no? Ora, prevedo la tua domanda: dove li trovo 28 milioni di americani pronti a partire per l'Iraq? Considera qualche suggerimento:
1.Oltre 62 milioni di loro ti hanno votato due anni fa(ed eravamo già da un anno e mezzo in una guerra che sapevamo di perdere...). Ho fiducia che almeno un terzo di loro sia disponibile a mettere il proprio corpo là dove già ha messo il proprio voto e a firmare come volontario. Conosco un sacco di loro e sono certo che non sia il tipo di gente che chiede ad altri di combattere la battaglia che loro giudicano necessaria, standosene nascosti in America.
2.Inizia una campagna di feste col titolo «Accoppa un Iracheno party» e lanciala per tutto il paese. Lo so che suona tanto come un'idea stile 21° secolo ma sono già stato a qualche festicciola del genere e, ti assicuro, ti stupiresti di quante idee innovative comincino a spuntare fuori dal terzo mojito in avanti... io dico che un bel 5 milioni li tiri su così.
3.Manda in Iraq tutti i giornalisti dei grandi media. Dopo tutto ti hanno dato una mano a cacciarci in quella guerra e un bel po' li hai già addestrati a fare gli embedded! Se poi, a questo punto, non siamo ancora ai 28 milioni, arruola obbligatoriamente tutti i telespettatori di Fox News e dovresti avercela fatta.
Presidente Bush, non è il momento di mollare! È il momento di essere duri e portare a casa il risultato! Quindi non fare la femminuccia lesinando coi soldati. Parti col tuo popolo e guidali tu personalmente come un vero comandante in capo! Che nessun moderato rimanga indietro! Avanti a tutta forza! Per quanto riguarda noi di sinistra prometto che saremo vicini, scriveremo spesso.
Vai e prendili tutti George!

Tuo affezionato Michael Moore
(traduzione di Mauro Sabbadini)
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categoria:politica
mercoledì, 28 febbraio 2007

Come si cambia il pannolino

 

  1. Il pannolino puo essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto perde, nei primi
due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di
pannolino prevede la presenza della merda. Di solito accade così. La mamma
prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e
piuttosto cretina:
- E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? Cosa ha fatto
l'angioletto?
Poi la mamma va di là e
vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di
sinistra. Il padre di destra dice:
- Che schifo! - e chiama la tata.
Il
padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il
pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un
mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono
finite per sempre, tra le quali la giovinezza.

Comunque è studiato
bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano e come far stare una trota in bilico
sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio
non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado,
appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto
dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che
passano sott'acqua.

Dunque: tenere ben ferma la
trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che
Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verità. Si staccano due
pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante.
E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose
del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio.
Ma
tant'è: non c'è niente da fare!

O meglio: si inventano tecniche di
sopravvivenza. Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda
dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche
sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo
doppia panna. Se guardate e più difficile.
Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi
risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come
una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e
prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono
via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere
con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di
solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, dà uno
strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in
giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e
con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate
nel pannolino e richiudetelo.

A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi
lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la
trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a
fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse
scivoleranno immediatamente giu verso il polso, valicheranno il confine dei
polsini, e da li spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne
troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta
di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e
del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne
distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
A quel
punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.

6.
Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un
istintivo salto indietro. Errore! La trota, finalmente libera, si butta giù
dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma
l'accaduto.

7. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è
una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il
pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato
bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto
si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo
stretto, così è troppo largo. Si puo arrivare anche ad una ventina di
tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un
padre scemo:
giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un
martire.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a
rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir.
Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse:
-
Partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i
poussoir!
Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira
eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una
tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente
finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco:
il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si
arrossirà, e che sarà mai! Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla
mamma. Lei chiederà:
- L'hai messo il borotalco?
Voi direte:
- Sì!
- con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino,
brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre
post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se
stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre
Teresa di Calcutta.
Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere
single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a
consultare il settore "Decappottabili" su Gente&Motori. Altri telefonano ad
una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono
andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.

In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti
sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt



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categoria:manuali
martedì, 27 febbraio 2007

bis e tris..

postato da: Alexbwp alle ore 00:55 | Permalink | commenti
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martedì, 27 febbraio 2007
quando ti DICO che cade.. 
postato da: Alexbwp alle ore 00:54 | Permalink | commenti
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